venerdì, 01 maggio 2009
Violenza domestica

Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. Può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne, degli uomini e dei bambini che la subiscono perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici come tachicardia, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri. Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l'aggressore e la vittima. Dal punto di vista fisico le violenze domestiche possono generare gravi danni permanenti e portare difficoltà del sonno o nella respirazione. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.

RIFLESSIONI SUI DATI ISTAT

In una indagine ISTAT (2006) condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono emersi dati allarmanti. Sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell'arco della loro vita. Sono 2 milioni le donne che hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner, mentre 5 milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Gli autori delle violenze sono sconosciuti (15,3%), o persone conosciute superficialmente (6,3%), a volte apparentemente insospettabili come amici (3%), colleghi di lavoro (2,6%), parenti (2,1%), partner (7,2%) o ex partner (17,4%).

In realtà non è possibile sapere il numero esatto delle donne che hanno subito queste terribili esperienze, perché questi dati sono relativi soltanto al numero esiguo di donne che hanno denunciato il fatto alle autorità. Si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia il fatto; precisamente si è stimato che le donne che hanno subito una violenza da un "non partner" senza denunciare il fatto sono state il 96%, mentre il 93% è la percentuale di donne che non ha denunciato la violenza subita da parte del partner.

Un rapporto EURES-ANSA del 2005 ha portato alla luce un'altra grave conseguenza della violenza domestica; si è scoperto che un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo.

IMPARARE A RICONOSCERE L'ABUSANTE…

Per difendersi da situazioni di abuso domestico è necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell'abusante. Occorre sapere che dalle ricerche condotte sulla problematica è emerso che, al contrario del pensiero comune, la violenza domestica non èsempre legata a patologie o al consumo cronico di sostanze alcoliche e di stupefacenti. I dati ci confermano che fra i casi sottoposti ad indagine solo il 10% degli abusanti era affetto da disturbi patologici e abusava normalmente di sostanze tossiche.

Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di "sudditanza" perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno sempre come unico scopo quello di controllare tutto il vissuto del partner per rafforzare il suo personale sentimento di potere; per raggiungere questo obiettivo sente che deve eliminare tutto ciò che potrà ostacolare il rafforzamento di questo senso di sicurezza. Di solito gli abusanti sono soggetti estremamente insicuri nella vita sociale, non hanno grandi possibilità di sfogo e relazioni sociali appaganti. Trovano più facile colpire gli appartenenti al nucleo familiare, soprattutto se i membri della famiglia hanno bisogno di loro per il sostentamento. Per fuggire dalla responsabilità delle proprie azioni, l'abusante tenta con qualunque mezzo di favorire l'oblio e il segreto perché vuole impedire che si creino attorno alla vittima relazioni sociali rassicuranti.

Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a "sopportare" eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

Uscire da questo problema è possibile. Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato. Per arrivare a questa consapevolezza deve osservare e analizzare quello che le accade attorno, imparare ad essere obiettiva e giudicante nei confronti di chi sta abusando.

Analizzando le esperienze attraverso i racconti di chi ha vissuto questo dramma è emerso che chi abusa:

  • controlla i movimenti, i progetti e le attività della vittima generando isolamento sociale. La vittima così prende le distanze dal mondo, diventa più introversa e inizia a non amare più il contatto con gli altri;
  • per generare la paura spesso distrugge cose e oggetti ai quali la vittima tiene particolarmente e se ci sono animali in casa prenderà di mira anche loro;
  • in situazioni sociali, come nei locali pubblici o in ambienti all'aperto frequentati da altre persone, l'abusante cerca in tutti i modi di umiliare pubblicamente la vittima. Una delle frasi che gli viene facile pronunciare in tali ambiti e che è stata spesso riferita dalle vittime è "Sei un/a pazzo/a". Questa espressione, proprio per la forza che contiene, aumenta psicologicamente la percezione di debolezza della vittima e la pone immediatamente in una condizione di passività;
  • spesso accompagna alle violenze fisiche minacce verbali, parole che hanno un forte senso dispregiativo finalizzate a far sentire la vittima "invisibile" e che portano a ridurre l'autostima. Frasi tipiche possono essere: "Sei una stupido/a", oppure "Non capisci niente", "Non sei intelligente" oppure "Non fai mai niente che possa andare bene!";
  • teme l'autonomia della vittima. Di fronte ai comportamenti che manifestano il desiderio di autonomia del/la partner, ricorre a stratagemmi psicologici finalizzati ad annullare le sue volontà. Se la vittima lavora e gode di una certa autonomia cerca in tutti i modi di ostacolare la sua serenità nei rapporti di lavoro. La vittima può così sviluppare atteggiamenti negativi verso i colleghi di lavoro, sentirsi in difficoltà di fronte alle nuove attività, ha problemi di concentrazione. Venendo meno il supporto familiare, lavora in continua tensione e con senso di oppressione;
  • rinforza nella vittima comportamenti servili ripetendole che lui/lei è la persona che comanda nel nucleo e che per questo deve essere sempre rispettato/a;
  • l'abusante usa i figli per raggiungere i suoi scopi minacciando di portarli via qualora la vittima manifestasse la volontà di lasciare la casa;
  • se durante una lite la vittima rimane ferita e tenta di mettere l'abusante di fronte all'evidenza delle violenze inflitte egli tende a negare i fatti di violenza;
  • di fronte ai tentativi della vittima di voler parlare con altri dei fatti che accadono fra le mura domestiche l'aggressore le dice che sta esagerando e minimizza l'accaduto affermando che "si trattava solo di una banale lite" e che "simili liti sono normali in ogni rapporto di coppia".
…E POI…

In caso di violenza domestica è importante rompere l'isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche. Ci si deve rivolgere alle Forze dell'Ordine oppure si può individuare una persona vicina con la quale si ha confidenza.

Nella fase critica è importante individuare testimoni, se ci sono dei referti in casa vanno portati dove ci si reca per sporgere denuncia.

LA LEGGE TUTELA DALLE FORME DI VIOLENZA

La violenza fisica e psicologica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale. Alcuni vengono riportati di seguito:

  • art. 570 -Violazione degli obblighi di assistenza familiare;
  • art. 571 -Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina;
  • art. 572 -Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli;
  • art. 575 -Omicidio;
  • art. 580 -Istigazione o aiuto al suicidio;
  • art. 581 -Percosse;
  • art. 582 -Lesione personale;
  • art. 583-bis -Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;
  • art. 594 -Ingiuria;
  • art. 595 -Diffamazione;
  • art. 605 -Sequestro di persona;
  • art. 609-bis -Violenza sessuale;
  • art. 609-octies -Violenza sessuale di gruppo;
  • art. 610 -Violenza privata;
  • art. 612 -Minaccia;
  • art. 616 -Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza;
  • art. 617 -Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;
  • art. 617-bis -Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;
  • art. 660 -Molestia o disturbo alle persone.

http://www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Consigli/Tematici/Questioni+di+vita/Violenza/Violenza+domestica.htm
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venerdì, 01 maggio 2009


un enorme


Fuck you



a chi so io!!!!!


gridato a squarciagola!

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venerdì, 01 maggio 2009

30 aprile 2009.

Sono in auto, sto guidando, al mio fianco mia sorella, di ritorno dalla solita struttura.

Dialogo.

Lei: "Mi chiedo come ce l’abbia fatta, la mamma, ad essere ancora qui, dopo tutto quello che ha avuto. Eh, sì, certo, ha un fisico forte… te lo chiedi anche tu, vero?”

Io: “Io non mi chiedo queste cose. Dico a me stessa, invece, che mai avrei immaginato che la mamma sarebbe potuta diventare così… una bambina di 83 anni.”

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lunedì, 09 febbraio 2009

... dalle fessure neuronali escono pagine impastate

mancanze sgualcite

acrobazie gestuali...

... work in progress...

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sabato, 07 febbraio 2009
 
La ballata dell'angelo ferito
 
di GUIDO CERONETTI
 
Una ballata di Ceronetti per il “coraggio di Eluana Englaro”
 
 
Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace
 
Diciassette di coma che m'impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna
 
Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita
 
Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto
 
Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l'oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama
 
Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola
 
Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d'innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente
 
Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c'è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura
 
E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro
 
(28 dicembre 2008)
 
 
 
 
 
… shhh… silenzio, solo silenzio… basta polemiche, basta strumentalizzazioni, basta clamore… shhh… solo silenzio, rispetto, dignità…
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categoria:poesia, guido ceronetti, eluana englaro
domenica, 25 gennaio 2009

i ritmi delle cose... i ritmi della vita...
fatta di lotta... e non è mai finita...
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giovedì, 15 gennaio 2009

Pronto Alzheimer, rete di solidarietà

 

Il Blog di Nicla Morletti - www.niclamorletti.net - in collaborazione con il Portale Manuale di Mari - Poesia e letteratura nei mari del web - www.manualedimari.it - ti invita a partecipare all’Iniziativa lanciata dalla Federazione Alzheimer Italia, grazie alla concessione del Segretariato Sociale RAI, per la raccolta fondi tramite SMS dal 19 al 25 gennaio prossimo.

AIUTACI AD AIUTARE CHI CHIAMA PRONTO ALZHEIMER
Dal 19 al 25 gennaio 2009 partecipa alla raccolta fondi “Pronto Alzheimer”.
Invia un SMS al 48586
da cellulare TIM, Vodafone, Wind, 3 e da telefono abilitato Telecom Italia per donare 1 euro o chiama da rete fissa Telecom Italia per donare 2 euro. Per maggiori dettagli: http://www.alzheimer.it/solidale.html

Siccome bisogna raggiungere il maggior numero di persone in un breve arco di tempo chiediamo agli amici Blogger e Responsabili di siti web di aiutarci concretamente a diffondere questo annuncio pubblicandolo in modo integrale nella loro home page. Invitiamo tutti i siti web e i blog che aderiranno a segnalare l’avvenuta pubblicazione nel Blog di Nicla Morletti, lasciando un commento nel post dell’Iniziativa e segnalando il link del sito in cui è stato pubblicato l’annuncio.
Il Portale Manuale di Mari pubblicherà l’elenco di tutti i siti con cui supporteremo ogni volta le Associazioni e le Organizzazioni che operano nel settore della solidarietà e dell’assistenza. La Redazione selezionerà tra tutti i partecipanti alcuni siti e blog da recensire nel Portale Manuale di Mari.
Chi non ha un sito web o un blog può partecipare inviando poesie, brevi racconti, pensieri e riflessioni nei commenti al post dell’Iniziativa nel Blog di Nicla Morletti. Tra tutti i partecipanti sceglieremo un autore a cui donare un fiore offerto da Punto Flora - www.puntoflora.com

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categoria:alzheimer, manuale di mari, nicla morletti
lunedì, 12 gennaio 2009
 
 
 
 
 
 
 
… a volte poesia latente, ma mai latitante
che m’accompagna come un viandante
in questa vita che pulsa… e forte batte
nel petto un rumore… la mente si dibatte
tra l’anima e la carne… indecisa
se lasciarsi andare… ma decisa
che si deve osar in parole ed in pensieri
e non vergognarsene… ma esserne fieri.
 
 
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categoria:a-poesia
sabato, 10 gennaio 2009

10.000

... ed un po' li dimostri...

... lo sai quanto tempo è passato, vero?...

... ed anche quanti fatti sono accaduti in questi anni...

ciao, Morghy di MIKRO...

alla prossima puntata...

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categoria:diario
venerdì, 02 gennaio 2009
2009
 
 
E che il nuovo anno sia ricco di pensieri
oggi, domani… come ieri…
positivi, che nascano dal cuore
da dire piano… senza troppo rumore
e poi trascriverli su un foglio bianco
da non nascondere sotto il banco
ma condividerli con tutti gli amici
e chissà… essere così un po’ più felici…
 
postato da: MIKROKOSMOS alle ore 00:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:a-poesia